I Progetti di TypingArt
OLYMPIA FILIA: LA STRAORDINARIETÁ DEL MALE
Parafrasare Hannah Arendt per parlare di una macchina da scrivere può sembrare fuori luogo.
Eppure dopo avere a lungo cercato un titolo per questo Progetto di TypingArt non sono riuscito a trovarne uno che sintetizzasse meglio la sua essenza, e quindi accetto il rischio.
Da un lato, nonostante le apparenze, dimostrerò perché considero la Filia è una macchina da scrivere straordinaria, e dall’altro perché considero appropriato la sua associazione con il male nel senso che la Arendt attribuiva a questo termine.
L’analisi della Filia è articolata in una serie di moduli indipendenti seguendo le diverse prospettive di analisi di Meccanica, Memoria, Evoluzione ed Attenzione.
Ogni modulo può essere letto in modo indipendente, ma suggerisco il seguente ordine logico:
- Modulo Attenzione: presenta i motivi per cui il lavoro sulle mie tre Filia mi ha stimolato a cercare una spiegazione alle evidenti incongruenze tra quello che della Filia di dice e quello che la Filia è;
- Modulo Memoria: presenta il contesto storico in cui la Olympia ha deciso di produrre una macchina da scrivere con queste caratteristiche e le possibili motivazioni;
- Modulo Meccanica: presenta la descrizione dettagliata della meccanica della Filia;
- Modulo Evoluzione: presenta il confronto tra le due varianti in cui è stata prodotta, la Filia A e la Filia B e tra la Filia, il confronto con le altre macchine da scrivere portatili di Olympia ed infine il confronto con l’unica macchina da scrivere dell’epoca che poteva essere considerata essere la sua concorrente diretta, la Juwel Modello 1.
I contenuti
Attenzione
Memoria
Meccanica
Evoluzione